Nuove Norme Antiriciclaggio

Il D. Lgs. n. 231/2007

In riferimento alla disciplina antiriciclaggio, con l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 231/2007, dal 29 dicembre 2007, sono mutati gli scenari rispetto a quanto dettato dal D. Lgs. n. 56/06 e dai relativi provvedimenti attuativi.

In particolare, nel nuovo Decreto si riscontrano numerose novità che si esplicano sia sul piano terminologico, che su quello sostanziale.

Decorrenza

Gli effetti della nuova legge si faranno sentire in maniera tangibile per tutti i cittadini a partire dal 30 aprile 2008, quando cambieranno radicalmente le regole sull’utilizzo del denaro contante e degli assegni al portatore.


I nuovi limiti abbassano la soglia da 12.500 euro a 5.000 euro

Scenderà, innanzitutto, da 12.500 a 5.000 euro il limite per il trasferimento, tra soggetti diversi, di denaro contante, di libretti al portatore e di assegni al portatore.

Dall’importo di 5 mila euro in sù, non si potranno più effettuare pagamenti di denaro contante e gli assegni di importo pari o superiore a 5 mila euro dovranno essere emessi muniti della clausola di “non trasferibilità”.

Un’operazione unitaria di importo superiore a 5 mila euro non potrà essere artificiosamente frazionata in tante tranche inferiori a 5 mila euro: anche in questi casi, resta impedito l’uso del contante e degli assegni trasferibili.


Definizione certa delle operazioni frazionate

La legge definisce l’operazione frazionata come “un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti ... posta in essere attraverso più operazioni in momenti diversi e in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale”.

La definizione di operazione frazionata ha, dunque, un contenuto innovativo rispetto al sistema previgente.

Per quanto riguarda la cronologia della pluralità di operazioni, viene fissato un arco temporale certo di 7 giorni entro il quale l’operazione può ritenersi unica.

Sotto questo aspetto, l’innovazione semplifica ed elimina le incertezze di carattere soggettivo, poiché il legislatore, pur riproducendo il riferimento all’unitarietà sotto il profilo economico, presente già nella precedente formulazione, fissa il termine rilevante ai fini della qualificazione dell’operazione quale frazionata.

Da un punto di vista funzionale, invece, la novella disposizione pone a carico dei soggetti destinatari della normativa esaminata, l’onere di individuare gli elementi idonei a ricondurre una pluralità di operazioni a unità.

 

Rivoluzione per gli assegni

Dal 30 aprile 2008 cambia anche in maniera radicale lo scenario per l’emissione degli assegni da parte di banche e Poste.

In particolare:

  1. sia i libretti di assegni bancari e postali che gli assegni circolari di importo inferiore a 5 mila euro verranno consegnati al cliente con la stampigliatura della clausola di non trasferibilità, a meno che il cliente richieda, per iscritto, il rilascio di assegni trasferibili; in quest’ultimo caso, il richiedente dovrà, però, pagare un’imposta di bollo di euro 1,50 per ciascun assegno;
  2. gli assegni bancari e postali emessi all’ordine del traente e, cioè, gli assegni che il traente variamente emette con le formule “a me stesso”, “a sé medesimo”, “a me medesimo”, “a m.m.”, ecc., potranno essere girati unicamente ad una banca o alle Poste per l’incasso. In altri termini, non potranno essere girati ad un soggetto qualsiasi, né potranno circolare “al portatore”;
  3. gli assegni di cui è consentita la girata e cioè quelli trasferibili, dovranno recare la girata “piena”: il beneficiario dell’assegno, cioè, va identificato con i dati anagrafici o con la ragione sociale e quando la girata dell’assegno avviene da parte sua, occorre l’indicazione del suo codice fiscale. Esce di scena, quindi, la possibilità di far circolare gli assegni al portatore mediante la cosiddetta girata “ in bianco”.

A seguito delle nuove disposizioni, nel primo periodo di entrata in vigore delle nuove norme avremo due tipologie di assegni in circolazione:

  1. i moduli già stampati e in giacenza presso le banche saranno utilizzati e distribuiti con l'apposizione del timbro NT (non trasferibile) e con lo sbarramento completo della dicitura «la clausola di NT è obbligatoria per trasferimenti superiori a 12.500 euro»;
  2. gli assegni stampati nuovi arriveranno con la dicitura «gli assegni possono essere emessi in forma libera solo nei limiti previsti dalla normativa vigente».

I libretti di deposito

Le nuove disposizioni riguardano anche i libretti di deposito.

E’ stato, infatti, stabilito che il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 5 mila euro.

Di conseguenza, i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5 mila euro, esistenti alla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 231/2007, devono essere estinti, a meno che il saldo non sia ridotto ad una somma non eccedente l’importo sopra menzionato entro il 30 giugno 2009.
In caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cedente deve comunicare, entro 30 giorni, alla banca o alle Poste, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento.

Profili sanzionatori

L’utilizzo di denaro contante o di assegni non predisposti con le formalità di legge, comporta una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra l’1% e il 40% dell’importo trasferito.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 
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